DECRETO SALVA BANCHE

DIFESA RISPARMIO - RIMBORSI OBBLIGAZIONISTI .001Online LA GUIDA INFOGRAFICA PER GLI OBBLIGAZIONISTI. Per conoscere come ottenere il rimborso, accedere all’arbitrato o agire giudizialmente, clicca qui .

 

IMPORTANTE: E’ DIRITTO DEGLI OBBLIGAZIONISTI SCEGLIERE DI ACCEDERE ALLA PROCEDURA DI RIMBORSO DELL’80% DEL VALORE DELLE OBBLIGAZIONI OPPURE RICORRE ALL’ARBITRATO.

 

IL TERMINE DI 6 MESI PER ACCEDERE AL RIMBORSO CHE DECORREVA A PARTIRE DAL 3/7/2016 E’ SCADUTO.

 

LA REGOLAMENTAZIONE DELL’ARBITRATO NON E’ ANCORA STATA EMANATA. INVITIAMO A CONTATTARE DIFESA RISPARMIO PER RIMANERE AGGIORNATI.

 

 

DECRETO RISPARMIATORI – Il punto della situazione

La LEGGE 30 giugno 2016, n. 119 ha disposto la conversione in  legge del D.L. n. 59/2016 relativo agli indennizzi per gli obbligazionisti delle quattro banche in liquidazione.

La LEGGE 30 giugno 2016, n. 119, ha disposto la conversione in Legge, del D.L. 3 MAGGIO 2016, N. 59, recante disposizioni per i rimborsi agli Obbligazionisti delle quattro Banche in liquidazione (Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti).

Si apre così la fase nella quale i risparmiatori sottoscrittori di obbligazioni subordinate, che posseggano i requisiti per accedere al rimborso automatico o all’arbitrato, potranno agire attivamente per la tutela dei loro diritti. Gli obbligazionisti che vogliano accedere al rimborso automatico dell’80% hanno perciò la possibilità di rivolgersi a Difesa Risparmio per avviare il controllo preliminare della documentazione bancaria (eventualmente richiedere la parte mancante) e procedere con l’istanza di accesso al fondo per il rimborso.

Gli obbligazionisti che invece non vogliano accedere al rimborso automatico ma intendano esercitare il loro diritto al rimborso integrale, possono ricorrere all’arbitrato la cui disciplina regolamentare non è ancora stata emanata, pertanto nessun arbitrato riguardo il Decreto Salva Banche è stato ancora svolto. Per rimanere aggiornati sull’emanazione della disciplina dell’arbitrato è possibile contattare Difesa Risparmio.

3 Buoni motivi per non fidarsi (un’altra volta) della banca

Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara, Nuova Banca Marche, Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio e Nuova Carichieti, subito dopo aver inviato ad ogni singolo risparmiatore una comunicazione circa l’impossibilità per leggere di citare in giudizio o intraprendere qualsiasi azione civile contro gli istituti, hanno inviato anche un’altra comunicazione, dal tono assai più cordiale e amichevole. I nuovi istituti stanno infatti comunicando ai risparmiatori derubati dei loro risparmi, che le nuove entità, nate dalle ceneri delle vecchie banche fallite e ancora in larga parte gestite dagli stessi impiegati che hanno venduto i titoli azzerati, saranno ala servizio dei risparmiatori danneggiati per fornire tutta la documentazione necessaria per richiedere il rimborso.

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E’ doveroso, per chi scrive, precisare alcuni punti, sia per dovere di informazione che per spirito di solidarietà verso qualcuno che sta vivendo un momento difficile e si accinge ad affrontare una procedura legale-burocratica dalla molte insidie.

Sarà innanzitutto opportuno, in sede di istanza per l’accesso al fondo di ristoro stanziato per gli obbligazionisti, fornire alla commissione esaminante TUTTA la documentazione inerente tale domanda e i titoli in oggetto,  ivi inclusa, la lettera di messa in mora della banca con la quale si richiede tutta la documentazione. Un dettaglio apparentemente irrilevante ma fondamentale in quanto genera in capo alla banca l’obbligo di consegnare TUTTA la documentazione relativa al cliente richiedente entro 15 giorni lavorativi dalla data di ricezione della richiesta. Non è infrequente che vengano consegnate copie di contratti bancari incompleti o mancanti di sottoscrizione da parte del cliente. Questo dettaglio può determinare responsabilità contrattuale della banca e generare l’obbligo in capo a questa a risarcire il cliente dell’intero ammontare dell’investimento sottoscritto.

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Coloro che non potranno accedere al rimborso automatico ma dovranno ricorrere all’arbitrato dovranno allo stesso modo dare prova, nonostante la mancanza dei requisiti temporali e reddituali, del diritto ad essere risarciti, adducendo, eventualmente responsabilità contrattuale della banca per violazione dei doveri informativi che si adempiono attraverso una corretta profilatura del cliente e  la sottoscrizione, da parte di questi, del contratto con il quale si apre il rapporto. Non è infrequente che la Nuova banca, dopo il decreto salva banche e il conseguente bail-in, consapevoli delle loro posizioni di inadempienza, abbiano richiamato in filiale i risparmiatori e, ponendo in essere una condotta scorretta, abbiano fatto firmare, a loro insaputa, le parti mancanti di quei contratti, sanando così la propria posizione ed estromettendo il risparmiatore dalla possibilità di recuperare il maltolto, attraverso l’accertamento della responsabilità in capo all’istituto di credito.

Le regole di diritto bancario relative all’accertamento della responsabilità contrattuale, prevedono, invertendo l’onere della prova, che debba essere la banca a dimostrare la regolarità del proprio operato. Per questo motivo, nessun dipendente o dirigente bancario si sognerebbe mai, nell’ambito di una procedura tanto delicata quanto incognita come qulla relativa al Decreto Salva Banche e al Decreto Risparmiatori di imminente promulgazione, di voler fornire al cliente (o ex cliente) ricorrente una documentazione attestante la propria responsabilità in qualità di istituto di credito. Non è infrequente, che a lettere di messe in mora tecnicamente lacunose o mancanti nella lista dei documenti richiesti, possano portare ad un atteggiamento compiacente della banca nel produrre la documentazione richiesta, senza però l’avvertimento, o precisaizone che la documentazione che si sta fornendo non è completa, o non completamente utile.

Dopo tutto le banche sono delle entità con finalità di lucro, generato interamente dalla produzione di interessi, spesso anatocistici o usurari. Viene difficile all’operatore esperto credere alla buona volontà degli operatori bancari che devono trovarsi a scegliere tra limitare o annullare il proprio margine di guadagno, segnare una netta perdita dovuta al risarcimento e rischiare il proprio posto di lavoro perché ha agito contro legge. Questi come i sopra elencati sembrano 3 buoni motivi per non fidarsi (ancora) delle banche.

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Le migliaia di risparmiatori danneggiati dal Decreto Salva Banche, al fine di avviare le richieste di rimborso, sono pertanto in attesa della conversione del Decreto Risparmiatori e dell’emanazione del regolamento ministeriale ad hoc sulle modalità di svolgimento dell’arbitrato.

Attenzione però alle tempistiche di accesso al rimborso in quanto, nel caso in cui il risparmiatore non sia in possesso della documentazione necessaria da richiedere alla banca. Le tempistiche possono allungarsi.

Gli specialisti di DIFESA RISPARMIO sono a disposizione dei risparmiatori che intendano avviare le procedure di rimborso.

Sotto il silenzio mediatico generale, dopo mesi di studio, ricerca e indagine, il network di DIFESA RISPARMIO segnala la presenza di limiti di accesso alle procedure di rimborso: una regola in particolare, del tutto arbitraria relativa all’origine del titolo e all’identità dell’intermediario finanziario che lo ha venduto al cliente, rischia di estromettere dalle procedure di rimborso un alto numero di risparmiatori.

DIFESA RISPARMIO intraprende azioni giudiziarie collettive contro il  decreto che rischia di tagliare fuori dalla procedura di rimborso moltissimi risparmiatori.

Viene così resa nota alle migliaia di risparmiatori interessati, l’ennesima trovata governativa posta in essere per tagliarli fuori dalle procedure di rimborso. Per questo motivo dovranno essere attentamente controllati non solo le date di acquisto dei titoli e il rapporto reddito-patrimonio ma, ai fini dell’accesso o esclusione dal rimborso, saranno determinanti i dettagli relativi alle circostanze di acquisizione dei titoli.

DIFESA RISPARMIO invita tutti gli obbligazionisti danneggiati dal Decreto salva banche, a proporre il proprio caso al fine di pianificare l’istanza di accesso al rimborso automatico, alla procedura di arbitrato, o eventuali azioni giudiziarie da intraprendere.

Che il lettore sia un risparmiatore semplice, un azionista o un obbligazionista, può trovare in DIFESA RISPARMIO l’assistenza e la professionalità per risolvere un contenzioso bancario, accedere ad una procedura pubblica di rimborso del valore dei titoli o intraprendere una azione giudiziaria.